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Monitoraggio delle specie: la collaborazione dà i suoi frutti

21/10/2026, 15:00

Scoperta la prima colonia di vespertilio di Bechstein dal 2000. Collaborazione tra Eurac Research, il Museo di Scienze naturali Alto Adige e l’Ufficio provinciale Natura.

Ci sono voluti numerosi turni di notte, ma ne è valsa la pena: per la prima volta dal 2000, è stata avvistata accertata in Alto Adige una colonia di vespertilio di Bechstein (Myotis bechsteinii), una specie molto rara di pipistrello. (Foto: Chiara Paniccia)
Ci sono voluti numerosi turni di notte, ma ne è valsa la pena: per la prima volta dal 2000, è stata avvistata accertata in Alto Adige una colonia di vespertilio di Bechstein (Myotis bechsteinii), una specie molto rara di pipistrello. (Foto: Chiara Paniccia)

BOLZANO (USP). Ci sono voluti numerosi turni di notte, ma ne è valsa la pena: per la prima volta dal 2000, è stata avvistata accertata in Alto Adige una colonia di vespertilio di Bechstein (Myotis bechsteinii), una specie molto rara di pipistrello.

Questo risultato è frutto dell’impegno congiunto di Eurac Research, del Museo di Scienze naturali dell’Alto Adige e dell’Ufficio provinciale Natura, che collaborano strettamente nel campo del monitoraggio delle specie. Dal 2023, nell’ambito di questa collaborazione, vengono monitorate le popolazioni di alcune specie animali rigorosamente protette a livello europeo come ad esempio gliridi e pipistrelli e, ove necessario, sostenute con misure adeguate.

“Dopo un lungo lavoro preparatorio, molte notti trascorse sul campo e una combinazione dei più svariati metodi di ricerca, siamo finalmente riusciti a individuare nuovamente una colonia estiva riproduttiva del vespertilio di Bechstein in Alto Adige!”, riferisce Julia Locher, ricercatrice dell’Eurac Research. Due esemplari di questa specie sono stati identificati durante un’operazione di cattura con reti.

“La cattura con le reti viene utilizzata nel monitoraggio dei pipistrelli quando altri metodi, come il rilevamento acustico o l’uso di Bat Boxes non sono sufficienti per confermare con certezza la presenza di una specie. Si utilizzano anche per raccogliere dati biometrici oppure, come in questo caso, per dotare gli animali di trasmettitori”, spiega Eva Ladurner, del Museo di Scienze naturali Alto Adige. “Le reti vengono posizionate durante i mesi estivi nelle ore notturne, dal crepuscolo almeno fino a mezzanotte, e vengono costantemente controllate affinché gli animali possano essere liberati il più rapidamente possibile”.

Uno dei due esemplari di vespertilio di Bechstein rinvenuti è stato dotato di un trasmettitore, il che ha permesso di individuare la colonia riproduttiva vera e propria: la telemetria ha condotto i ricercatori nella Valle dell’Adige fino a un vecchio albero che ospitava 40 esemplari. Colonie di questo tipo sono possibili solo in paesaggi caratterizzati da elementi distintivi. “Il vespertilio di Bechstein utilizza grandi alberi secolari a bassa quota come rifugio diurno e per l’allevamento dei propri piccoli. Colonizza soprattutto cavità create dai picchi e zone marce in alberi secolari, spesso querce o faggi. Ma anche i vecchi alberi da frutto nei frutteti misti e nei castagneti offrono habitat adatti”», spiega Giulia Ligazzolo dell’Ufficio Natura.

Ciò sottolinea l’importanza dell’esistenza di alberi secolari e dei boschi di latifoglie ben strutturati per la conservazione di questa specie. “Il vespertilio di Bechstein dipende da boschi vetusti di latifoglie ricchi di cavità. Questi sono ormai rari in un’agricoltura e in una silvicoltura orientate all’ottimizzazione economica”, sottolinea il direttore dell’Ufficio Natura, Leo Hilpold. “La conservazione di popolamenti arborei vetusti rappresenta quindi un contributo attivo alla tutela delle specie e un presupposto affinché il vespertilio di Bechstein possa sopravvivere a lungo termine in Alto Adige”.

red/mpi/gm

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