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La candidatura

33. Seduta del Comitato del Patrimonio Mondiale, Siviglia 2009. (Foto: Ripartizione Natura, paesaggio e sviluppo del territorio)
33. Seduta del Comitato del Patrimonio Mondiale, Siviglia 2009. (Foto: Ripartizione Natura, paesaggio e sviluppo del territorio)

La storia della candidatura inizia con una prima idea già nel 1997, ma ci sono voluti 12 anni prima che le Dolomiti fossero iscritte nella Lista del Patrimonio Mondiale.

1997 - Dall'idea ai primi passi

Nel 1997 vi fu un primo tentativo di inserire le Dolomiti nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Sulla base di una proposta del Ministero, infatti, le Province di Belluno, Trento e Bolzano si cimentarono con questo progetto. In tale occasione vennero interpellati tutti i ventidue comuni altoatesini interessati: di essi, venti si dichiararono favorevoli alla proposta, uno la approvò con riserva, mentre un altro la respinse. Molti comuni, tuttavia, approvarono la proposta solo a condizione che essa fosse limitata ai territori già vincolati a parco naturale. La Giunta provinciale accolse tale posizione e la trasmise al Ministero competente. Il progetto fu però frenato ed infine sospeso: troppo differenti erano, infatti, le posizioni delle tre province riguardo alla delimitazione territoriale.

2004/2007 - La prima candidatura

Nel dicembre 2004 fu avviato un secondo tentativo. I Ministeri della Cultura e dell’Ambiente proposero la definizione di criteri di adesione più chiari che davano buone speranze di successo. 

Furono selezionati solo territori già in possesso di strumenti di protezione, come parchi naturali, parchi nazionali o siti Natura 2000. Per l’Alto Adige furono proposti i Parchi naturali Tre Cime, Fanes-Senes-Braies, Puez-Odle, Sciliar-Catinaccio e Monte Corno. I partner del progetto furono, oltre alla provincia di Bolzano-Alto Adige, le province di Belluno, Trento, Udine, Pordenone ed i Ministeri della Cultura e dell’Ambiente.

Nel settembre 2005 venne ufficializzata la domanda di candidatura, su tutti e 4 i criteri per i beni naturali e comprendente 22 sistemi territoriali distinti. 

Un esperto dell‘IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resource, Unione Internazionale per la Protezione della Natura) incaricato dall’UNESCO, visitò nell’estate 2006 le aree candidate per verificare l'effettiva presenza dei contenuti di eccezionalità. 

Sulla base del parere dell'IUCN, nell‘estate 2007 il Comitato per il patrimonio mondiale nella sua 31° sessione si è espresso per il differimento della candidatura delle Dolomiti al successivo ciclo di valutazione, sottolineando nella Decisione del Comitato per il Patrimonio mondiale n. 31 COM 8B.15 la necessità di “rifocalizzare la candidatura sui valori estetici, geologici e, in particolare, geomorfologici delle Dolomiti” e di ridefinire di conseguenza il dossier di candidatura nonché il piano di gestione, concentrandosi su un numero inferiore di componenti. Il parere dell'IUCN sottolineava tuttavia in modo inequivocabile l’idoneità delle Dolomiti ad essere inserite nella Lista del Patrimonio Mondiale, in particolare in base ai criteri VII – “fenomeni naturali eccezionali o aree di eccezionale bellezza naturale o importanza estetica “ e VIII – “una testimonianza straordinaria dei principali periodi dell’evoluzione della Terra”.

2008/2009 - La seconda candidatura

Il dossier di candidatura venne cosi sottoposto ad una radicale rielaborazione, con una completa revisione dei perimetri e un sostanziale accorpamento dei sistemi territoriali, passando da 22 a 9.

Il nuovo dossier di candidatura, presentato a febbraio 2008, prevedeva 9 sistemi distribuiti su cinque province. Per la Provincia di Bolzano vennero inclusi i Parchi naturali dolomitici Tre Cime, Fanes-Senes-Braies, Puez-Odle e Sciliar-Catinaccio, il Latemar e il Monumento naturale Bletterbach. La quasi totalità delle aree candidate a livello interregionale era già coperta da strumenti giuridici di tutela sia di livello europeo (come ZPS e Natura 2000) che nazionali (ex Galasso; Parco delle Dolomiti Bellunesi) che regionali e provinciali (Parchi Regionali e Provinciali). Questo fatto soddisfa la precondizione circa la tutela del Bene e conferma che UNESCO non aggiunge vincoli.

Nel successivo mese di settembre le aree proposte furono visitate da due esperti che si dichiararono molto impressionati dagli straordinari scenari paesaggistici e dalle molteplici manifestazioni geologiche delle Dolomiti. Ogni dubbio riguardante l’eccezionalità degli aspetti paesaggistici e geologici delle Dolomiti fu sciolto. Unico punto debole era la mancanza di una descrizione concreta di una gestione coordinata del Bene, delle categorie di tutela, del coinvolgimento degli stakeholder locali e di alcune misure operative. La proposta avanzata dalle province di istituire una fondazione comune fu accolta dagli esperti con particolare interesse e considerata un passo importante per la tutela e conservazione del sito proposto.

Nel maggio 2009 l'IUCN inviò un parere positivo sulla domanda collegandolo però ad alcune condizioni. In esso si giudicavano le Dolomiti uniche al mondo sotto il profilo paesaggistico nonché geomorfologico e geologico. Sulla base di questa valutazione fu formulata la proposta di inserimento nell'elenco del Patrimonio Mondiale naturale.

La decisione del Comitato per il Patrimonio Mondiale e l'iscrizione delle Dolomiti

Il 26 giugno 2009 in occasione della 33. seduta del Comitato per il Patrimonio Mondiale a Siviglia (Spagna), a seguito di una esauriente relazione di Tim Badman, esperto IUCN, nonché di approfondite spiegazioni da parte dell'allora ambasciatore italiano presso l'UNESCO Giuseppe Moscato e di una discussione finale con i 21 membri del Comitato per il Patrimonio Mondiale, la domanda dell’Italia è stata accolta all'unanimità con le condizioni proposte dall‘IUCN. 

La delegazione italiana, composta dall'allora Ministro per la tutela dell'ambiente Stefania Prestigiacomo e dai rappresentanti delle cinque province, tra cui l'allora Assessore provinciale altoatesino Michl Laimer, ha accolto l'alto riconoscimento con grande gioia e soddisfazione.

Decisione del Comitato per il Patrimonio Mondiale e condizioni di iscrizione

Il Comitato per il Patrimonio mondiale, con la Decisione: 33 COM 8B.6, assunta il 26 giugno 2009 nel corso della 33° Sessione svoltasi a Siviglia, ha iscritto le Dolomiti, Italia, nella Lista del Patrimonio mondiale sulla base dei criteri naturali (vii) e (viii), adottando la seguente Dichiarazione di Eccezionale Valore Universale:

“I nove sistemi montuosi che compongono le Dolomiti Patrimonio dell’Umanità comprendono una serie di paesaggi montani unici al mondo e di eccezionale bellezza naturale. Le loro cime, spettacolarmente verticali e pallide, presentano una varietà di forme scultoree straordinaria a livello mondiale. Queste montagne possiedono inoltre un complesso di valori di importanza internazionale per le scienze della Terra. La quantità e la concentrazione di formazioni carbonatiche estremamente varie è straordinaria nel mondo, e contemporaneamente la geologia, esposta in modo superbo, fornisce uno spaccato della vita marina nel periodo Triassico, all’indomani della più grande estinzione mai ricordata nella storia della vita sulla Terra. I paesaggi sublimi, monumentali e carichi di colorazioni delle Dolomiti hanno da sempre attirato una moltitudine di viaggiatori e sono stati fonte di innumerevoli interpretazioni scientifiche ed artistiche dei loro valori.”

“Le Dolomiti sono largamente considerate tra i più attraenti paesaggi montani del mondo. La loro intrinseca bellezza deriva da una varietà di spettacolari conformazioni verticali come pinnacoli, guglie e torri che contrastano con superfici orizzontali incluse cenge, balze e altipiani, e che s’innalzano bruscamente da estesi depositi di falda e colline più dolci. Una grande diversità di colorazioni è procurata dai contrasti fra le chiare superfici di roccia nuda e le foreste ed i pascoli sotto. Le montagne s’innalzano in picchi interposti a gole, rimanendo isolati in alcuni luoghi ma formando sconfinati panorami in altri. Alcune scogliere rocciose qui si ergono per più di 1.500 m. e sono fra le più alte pareti calcaree che si siano trovate nel mondo. Il caratteristico scenario delle Dolomiti è divenuto l’archetipo del “paesaggio dolomitico”. I pionieri della geologia sono stati i primi ad essere catturati dalla bellezza delle montagne, ed i loro scritti e le successive opere pittoriche e fotografiche sottolineano ulteriormente il fascino estetico del bene.”

“Dal punto di vista geomorfologico le Dolomiti sono di rilievo internazionale, come il sito classico dello sviluppo delle montagne in calcare dolomitico. L’area mostra un’ampia gamma di morfologie connesse all’erosione, al diastrofismo e alla glaciazione. La quantità e la concentrazione di formazioni calcaree estremamente varie è straordinaria in contesto globale ed include cime, torri, pinnacoli e alcune delle pareti verticali più alte del mondo. Di importanza internazionale sono inoltre i valori geologici, specie l’evidenza delle piattaforme carbonatiche del Mesozoico, o “atolli fossili”, in modo particolare per la testimonianza che essi forniscono dell’evoluzione dei bio-costruttori sul confine fra Permiano e Triassico, e della conservazione delle relazioni fra le scogliere che hanno costruito ed i loro bacini circostanti. Le Dolomiti comprendono inoltre svariate sezioni tipo di importanza internazionale per la stratigrafia del periodo triassico. I valori scientifici del bene sono inoltre supportati dalle prove di una lunga storia di studi e ricognizioni a livello internazionale. Considerata nel suo insieme, la combinazione di valori geomorfologici e geologici, forma un bene di importanza globale.”

“I nove siti componenti che formano il bene includono tutte le aree che sono essenziali per il mantenimento della bellezza del bene e tutti o la maggior parte degli elementi correlati e interdipendenti in maniera chiave alle scienze della Terra nelle loro relazioni naturali. Il bene include parti di un parco nazionale, diversi parchi naturali provinciali e siti Natura 2000 ed un monumento naturale. Le aree tampone sono state definite per ciascun sito componente per aiutare a proteggerlo dalle minacce esterne ai suoi confini. I paesaggi naturali ed i processi essenziali al mantenimento dei valori del bene e della sua integrità sono in buon stato di conservazione e ampiamente esente da sviluppo.”

“Come bene seriale, le Dolomiti richiedono un accordo interprovinciale sulla governance, dotato di risorse adeguate, in grado di assicurare che le 5 province con territori appartenenti al bene siano legate da un comune sistema gestionale, da una strategia di gestione condivisa e da un quadro di monitoraggio e di rendicontazione esteso al bene nel suo insieme. Sono inoltre richieste per il bene e le sue aree tampone politiche comuni e programmi per la presentazione del bene e la gestione dell'utilizzo pubblico. Il bene necessita di tutela rispetto alla pressione turistica e alle relative infrastrutture turistiche. Ciascuno dei siti facenti parte del bene seriale necessitano di un proprio specifico piano di gestione, che assicuri il governo e la gestione non solo dell'uso del suolo ma anche delle attività umane al fine di mantenere i suoi valori, ed in particolare di preservare la qualità dei suoi paesaggi e dei suoi processi naturali, incluse le ampie aree che hanno ancora un carattere selvaggio (wilderness). Le aree sottoposte ad una frequentazione intensiva hanno bisogno di essere gestite in modo da assicurare che il numero di visitatori e le attività siano mantenute nei limiti della capacità del bene in riferimento sia alla tutela dei suoi valori che di chi compie l'esperienza del bene. Essenziali sono pure adeguate risorse finanziarie e di personale nonché il coordinamento tra i vari team del personale afferente ai vari siti componenti del bene.”

Il Comitato per il Patrimonio mondiale ha iscritto le Dolomiti nel Patrimonio Mondiale UNESCO con la condizione che l’Italia accetti le seguenti richieste da completare prima della 35° sessione del Comitato prevista nel 2011, in modo da soddisfare pienamente i requisiti delle Linee Guida operative:

a) che la prevista Fondazione interprovinciale: “Dolomiti – Dolomiten – Dolomitis – Dolomites UNESCO” venga fondata a seguire l’iscrizione del bene e sia munita con il budget indicato dallo Stato Membro.

b) Che la strategia di gestione complessiva orientata alle azioni ed estesa al bene seriale nel suo insieme sia sviluppata con la partecipazione dell’intera gamma di portatori d’interesse, per stabilire:

  • (i) le intese di governance per l’efficace gestione del bene,
  • (ii) le azioni operative di gestione, in relazione ai temi chiave specifici del bene candidato come Patrimonio dell’Umanità ed ai criteri secondo i quali è iscritto,
  • (iii) il monitoraggio ed il rapporto sullo stato di conservazione del bene nel suo insieme e l’efficacia gestionale del bene,
  • (vi) le opzioni concrete per il raggiungimento della sostenibilità finanziaria per la conservazione e la gestione del bene.

c) Che i singoli piani di gestione per ciascuno dei siti componenti del bene seriale siano completati per assicurare la piena ed effettiva efficacia del quadro generale, così come l’effettiva gestione a livello locale della conservazione e dell’utilizzo appropriato dei siti componenti in questione.

d) Che venga sviluppata una strategia complessiva per il turismo e l’utilizzo da parte dei visitatori estesa a tutta l’area del bene, delle sue aree tampone e che consideri collegamenti appropriati ad una regione più ampia, in ordine a valutare pienamente le necessità di mantenimento degli eccezionali valori universali e le condizioni di integrità del bene in riferimento allo scenario dell’atteso incremento di visitatori dopo l’iscrizione. Tale strategia dovrebbe mirare a gestire il livello di visitatori nelle aree già al limite od oltre il limite di capacità, proibire l’intensificazione delle infrastrutture o di usi inappropriati che potrebbero avere degli impatti negativi sui valori del bene, ed assicurare un’efficace proposta e vantaggi turistici compatibili con la conservazione a lungo termine del bene.”

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