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Prati di montagna ricchi di specie

Prato di montagna in Val d'Ultimo (Archivio Ufficio Natura, Foto Edith Bucher, 2019)
Prato di montagna in Val d'Ultimo (Archivio Ufficio Natura, Foto Edith Bucher, 2019)

Definizione

Si tratta di prati utilizzati in maniera estensiva che presentano una grande varietà di specie. Rispetto ai prati magri, i prati di montagna ricchi di specie si trovano in siti più ricchi di sostanze nutritive.

Lo sfalcio annuale e relativamente tardivo, associato ad un moderato apporto d’elementi nutritivi, permette lo sviluppo di una grande varietà di specie vegetali. Il numero delle specie vegetali presenti varia da 30 a 50.

Obiettivo

L’esistenza dei prati di montagna ricchi di specie è minacciata da spianamenti, cambi di coltura, tagli dell’erba frequenti e precoci, da un impiego eccessivo di fertilizzanti e, per i prati umidi, dall’esecuzione d’opere di drenaggio.

La conservazione dei prati di montagna ricchi di specie vegetali può essere assicurata solo mantenendo inalterato il tradizionale metodo d’utilizzo estensivo (frequenza di taglio ridotta ed impiego mirato di modeste quantità di fertilizzanti).

Prati di montagna ricchi di specie (Archivio Ufficio Natura, Foto Joachim Mulser, 2007)
Prati di montagna ricchi di specie (Archivio Ufficio Natura, Foto Joachim Mulser, 2007)

Requisiti di ammissibilità

La superficie deve avere la composizione floristica di un prato di montagna ricco di specie.

La superficie ammissibile a premio viene stabilita prima della prima domanda; il beneficiario deve però impegnarsi a mantenere sulle superfici per le quali richiede il premio il carattere di un prato di montagna ricco di specie per almeno 5 anni.

I requisiti di ammissibilità vengono controllati ogni anno sul 5% delle superfici a premio.

Prato di montagna ricco di specie (Archivio Ufficio Natura; Foto Sepp Hackhofer, 2007)
Prato di montagna ricco di specie (Archivio Ufficio Natura; Foto Sepp Hackhofer, 2007)

Impegni

  • rinuncia a movimenti di terra e a qualsiasi tipo di intervento *
  • concimazione solo con letame e in quantità tali da mantenere l'habitat in uno stato di conservazione favorevole; rinuncia all'utilizzo di fertilizzanti minerali, fertilizzanti organici (liquami e colaticcio), fanghi di depurazione o altre sostanze fertilizzanti
  • sfalcio della superficie a premio almeno una volta ogni due anni con asporto del materiale sfalciato

* Sono possibili eccezioni in accordo con la Ripartizione Natura, paesaggio e sviluppo del territorio e in conformità con i regolamenti di attuazione.

Il rispetto degli impegni viene controllato ogni anno sul 5% delle superfici a premio.

Pratiche gestionali appropriate e consigliate

Al fine di mantenere la composizione floristica dei prati di montagna ricchi di specie, rispettare gli impegni previsti per questa categoria di premio è essenziale.

Bisogna rinunciare al pascolo in primavera e all’inizio dell’estate dato che questo favorisce le specie tipiche dei pascoli a discapito delle piú delicate specie dei prati sfalciati. Un pascolo estensivo può essere tollerato solo a partire dalla fine di agosto, in quanto non altera il carattere delle praterie in maniera significativa.

Bisogna anche rinunciare ad una concimazione piú abbondante, visto che questa altera la composizione floristica dei prati. Si sviluppano prati pingui floristicamente poveri o, in caso di una concimazione eccessiva, comunità di infestanti con un valore anche foraggero ridotto. Una concimazione di mantenimento appropriata per i prati di montagna ricchi di specie si ottiene utilizzando del letame ben maturo in quantità di circa 10 t/ha somministrate durante un periodo di tre anni.

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