Semente autoctono e zone biogeografiche
"Non tutti le sementi sono uguali." In termini di biodiversità floristica e genetica le sementi locali sono considerate la soluzione migliore!
A partire dall'ultima era glaciale la flora si è adattata al nostro clima e alle condizioni del suolo. Nell'arco di 10.000 anni, assieme agli insetti impollinatori (ad es. le api selvatiche), si sono sviluppate svariate biocenosi. Esse rappresentano un capitale storico-naturale unico, per la cui conservazione abbiamo una grande responsabilità.
L’utilizzo di sementi commerciali comporta un’alterazione della flora. Persino le sementi regionali importate da altre regioni hanno caratteristiche geneticamente diverse!
Le aree dissodate vengono solitamente rapidamente “rinverdite” dopo che sono stati effettuati movimenti di terra. La Strategia Europea per la Biodiversità chiede non solo di rinverdire, ma anche di rinaturare i terreni aperti. Le sementi coltivate e selezionate non vengono utilizzate solo su terreni agricoli. Vengono, ad esempio, disseminate anche sui margini stradali o sulle piste da sci, anche in aree remote. In questo modo, ogni anno, grandi quantità di sementi alloctone si insediano nella natura dell'Alto Adige. Da un lato, le sementi commerciali comuni contengono spesso specie vegetali che non sono originarie dell'Alto Adige. Il loro impiego contribuisce ad una alterazione della flora. Esiste già un certo numero di specie non autoctone. Introdotte tramite sementi, sono state poi in grado di insediarsi in aree dell’Alto Adige. Sono quindi entrate a far parte della nostra flora a danno delle specie autoctone. D'altra parte, nonostante le sementi commerciali contengano specie indigene, si tratta solo di forme di allevamento ("cultivar"). Queste sono spesso di origine geografica ovvero genetica sconosciute. Attraverso la continua ibridazione con le popolazioni indigene, tali forme di allevamento comportano ad un indebolimento genetico delle stesse. Le nostre popolazioni floristiche si sono adattate alle condizioni locali nel corso di migliaia di anni. Quindi dev’essere evitato un indebolimento di questi "ecotipi locali" in termini di resilienza. È un compito socio-politico contrastare questa tendenza. Questo è possibile attraverso la raccolta di sementi in aree donatrici ricche di specie in Alto Adige. È indispensabile utilizzare questi sementi autoctone.
L'idoneità delle sementi diminuisce con l'aumentare della distanza tra il luogo di utilizzo e l'origine delle stesse.
Le sementi raccolte dovrebbero essere infatti utilizzate dove vengono raccolte ovvero nelle immediate vicinanze! Per es. tra una salvia della Valle Aurina e la stessa specie della pianura non è necessariamente visibile una differenza. Ciononostante potrebbe sussistere una differenza a livello genetico. I rappresentanti della stessa specie si sono adattati all’interno della provincia alle diverse condizioni ambientali locali. Le piante alloctone possono essere caratterizzate da "fitness" inferiore e comportamento di fioritura diverso. Questo, a sua volta, può ripercuotersi anche sulle varie interazioni tra specie animali e vegetali. Sono sensibili soprattutto insetti impollinatori altamente specializzati come ad. es. molte api selvatiche.
Il Museo di Scienze Naturali Alto Adige si occupa della distribuzione delle varie comunità vegetali in Alto Adige. In Alto Adige sono state delimitate cinque principali zone climatico-aerogeografiche diverse:
- l'ovest,
- il nord (arco alpino centrale),
- il centro,
- le Dolomiti e
- il sud dell'Alto Adige.
Sono queste le zone da rispettare perché le sementi tornino da dove provengano originariamente.
In ognuna di queste zone si sono sviluppate specifiche diversità genetiche e relazioni ecologiche. Nella raccolta e diffusione di sementi dall'Alto Adige queste cosiddette zone biogeografiche devono essere assolutamente rispettate. Questo approccio si rende necessario per preservare la biodiversità genetica a lungo termine.
L'uso di semi autoctoni è un prerequisito importante per il rinverdimento seminaturale ovvero le rinaturalizzazioni. Serve per sostenere una vegetazione adattata alle condizioni ecologiche del sito. Si tratta di un importante contributo alla conservazione della natura e delle specie. Garantisce, ad esempio, che le piante seminate possano essere utilizzate anche da specie di api e altri insetti locali.
Per la raccolta e diffusione di sementi in Alto Adige sono da considerare le principali zone biogeografiche:
- l’ovest (Val Venosta, Val d’Ultimo),
- il nord (Val Passiria, montagne del Brennero e di Fundres, Val Aurina),
- il centro (alpi della Val Sarentino. Val Isarco, piedi delle Dolomiti),
- le Dolomiti e
- il sud.
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Ultimo aggiornamento: 30/04/2025




