Fondi UE per strategie contro le microplastiche nelle Alpi
Progetti a finanziamento UE sulla diffusione di plastica nelle Alpi e i rifiuti derivanti dalla produzione di occhiali. L'assessora all’Europa Amhof sottolinea valore aggiunto per ambiente e persone
BOLZANO (USP). Che sia per vedere meglio o per proteggersi dal sole quasi tutti possiedono un paio di occhiali. Pochissimi sanno, tuttavia, che la produzione di questo oggetto di uso quotidiano genera una quantità straordinaria di rifiuti di plastica di dimensioni minime. Questo fatto è stato illustrato in modo chiaro ai partecipanti alla giornata informativa presso l’impianto di depurazione di Bolzano. In quest'occasione sono stati presentati i risultati del progetto di ricerca UE "Micro-Alps" (Interreg Italia-Austria) e "PlasticFree" (Fondo europeo di sviluppo regionale, FESR).
"Entrambi i progetti mostrano a livello concreto il valore aggiunto che deriva dalla collaborazione europea: gli enti di ricerca e le imprese sviluppano insieme soluzioni ai problemi ambientali che non si fermano ai confini. I finanziamenti dell'UE consentono di sperimentare nuovi approcci e di tradurre in pratica le conoscenze scientifiche, a vantaggio dell'ambiente quanto della salute delle persone sul posto“, evidenzia l'assessora all'Europa Magdalena Amhof.
Michelangelo La Monaca e Hannah Profanter dell'Ökoinstitut hanno spiegato in modo molto chiaro come, nella produzione di occhiali, ogni giorno si generino grandi quantità di microplastiche come scarti di produzione. La molatura e la lavorazione delle lenti, che oggi nella maggior parte dei casi non sono più in vetro ma proprio in plastica, generano rifiuti di plastica. Nell’ambito del progetto di ricerca “Micro-Alps”, portato avanti dall’Ökoinstitut in collaborazione con i partner Certottica, l’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’Università di Scienze Applicate della Carinzia, sono state studiate soluzioni per riciclare i rifiuti derivanti dalla produzione di occhiali. "Abbiamo sviluppato la possibilità di riutilizzare questa plastica come materia prima per stampanti 3-D", ha spiegato La Monaca. Il costo complessivo di "Micro-Alps" si aggira intorno agli 822.000 euro.
Oltre alla produzione di occhiali, esistono tuttavia innumerevoli altre fonti che generano microplastiche, come ha sottolineato Helga Bonacquisti di Eco Research. “Dagli indumenti sintetici agli pneumatici, dai giocattoli di plastica fino a tutte le forme di imballaggio in plastica, nella vita quotidiana siamo circondati da oggetti di plastica, ma ci sono molte possibilità per ridurre l’uso della plastica o limitare il rilascio di microplastiche", ha spiegato Bonacquisti.
Quanto siano diffuse le particelle di micro- e nanoplastica nelle acque delle Alpi, è stato invece oggetto del progetto di ricerca "PlasticFree" (FESR 2021-2027). Le analisi condotte nell'ambito del progetto riguardano torrenti, fiumi e laghi, nonché sedimenti, acque piovane, acque sotterranee e acqua potabile. Inoltre, vengono studiati diversi organismi acquatici per determinare se e in che misura le particelle di plastica si accumulino negli invertebrati e nei pesci.
Maddalena Casera del Laboratorio biologico dell’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima della Provincia autonoma di Bolzano ha illustrato i risultati delle ricerche condotte con i partner del progetto Eco Research, Eurac Research, eco center, Atzwanger, Ara Pusteria e Obrist. Nel corso di una visita guidata all’impianto di depurazione, i partecipanti hanno potuto approfondire aspetti interessanti su cosa succede alle nostre acque reflue e quali possibilità esistono per filtrarne le particelle di plastica. ““Al momento, la maggior parte delle particelle viene eliminata negli impianti di depurazione. Nell'ambito del progetto abbiamo sviluppato un prototipo in grado, in determinate condizioni, di eliminare fino al 96% delle particelle.”, ha spiegato Casera. Il costo complessivo del progetto FESR ammonta a 1,2 milioni di euro ed è finanziato in gran parte con fondi dell'UE.
pir/ee
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- Michelangelo Lamonaca e Hannah Profanter dell’Ökoinstitut Südtirol hanno spiegato in modo molto chiaro come nella produzione di occhiali si generino ogni giorno grandi quantità di microplastica come prodotto di scarto. (Foto: USP/Ursula Pirchstaller) » [IMG 416 kB]
- Michelangelo Lamonaca ha sensibilizzato i presenti fornendo informazioni precise sulla classificazione delle microplastiche e delle nanoplastiche, nonché sulle possibili fonti. (Foto: USP/Ursula Pirchstaller) » [IMG 279 kB]
- I rifiuti di plastica provenienti dalla produzione degli occhiali possono essere riciclati: ad esempio come componenti nella produzione di parti in plastica tramite una stampante 3D, come dimostra il progetto "Micro-Alps". (Foto: USP/Ursula Pirchstaller) » [IMG 353 kB]
- Michelangelo Lamonaca dell’Ökoinstitut di Bolzano ha illustrato come la produzione di occhiali generi rifiuti di plastica. (Foto: USP/Ursula Pirchstaller) » [IMG 2 MB]
- Una maglietta tecnica è composta da numerosi componenti, tra cui anche la plastica, che finisce nuovamente nell’ambiente attraverso i processi di produzione, utilizzo e lavaggio. (Foto: USP/Ursula Pirchstaller) » [IMG 354 kB]
- Presso l'impianto di depurazione di Bolzano è stato spiegato quale sia la quantità di microplastiche rilevabile nelle acque reflue e come queste possano essere filtrate durante il processo di depurazione. (Foto: USP/Ursula Pirchstaller) » [IMG 823 kB]
- Le microplastiche e le nanoplastiche rappresentano un impatto sempre maggiore per l’ambiente: venerdì 16 ottobre, numerosi interessati hanno partecipato alla presentazione dei più recenti risultati di ricerca presso l’impianto di depurazione di Bolzano, nell’ambito di due progetti dell’UE. (Foto: Eco Research) » [IMG 247 kB]





